Vabè… ormai è consuetudine
prima esce la versione ufficiale (Venice, sometimes clothing is optional / C-Heads Magazine), poi ve la racconto io qui sul blog!! Roba per pochi intimi, quindi mi raccomando non ditelo in giro
Quando è stato pubblicato il mio servizio a Kiev, mi sono sentito dire più volte frasi del tipo: “certe cose puoi farle solo in Ucraina” oppure “certi scatti puoi farli solo con modelle Ucraine” e altra roba del genere!
Benissimo… stavolta siamo a Venezia (che più Italia non si può), e Charo (la modella) nonostante il suo look orientale vi assicuro che è più italiana di una pizza margherita
Io ero di ritorno proprio da uno dei miei viaggi in Ucraina, ho approfittato dello scalo a Venezia per organizzare la seconda puntata del progetto “Sometimes clothing is optional” che devo dire sta riscuotendo un successo al di sopra delle mie aspettative, soprattutto oltreoceano!!
Charo è arrivata in serata verso le dieci, era la prima volta che avremmo lavorato assieme!! Tanto per capire subito che non sarebbe stato uno shooting come gli altri, abbiamo cominciato… DALLA FINE, ovvero dalla cena!! Ristorante La Caravella, consigliattissimo per chi ama la cucina lagunare (nuoce un po’ al portafoglio ma ne vale la pena)
In realtà è stato anche un modo per “ingannare il tempo”, perché Venezia pullula di turisti fino a tarda notte e soprattutto le riprese fotografiche sono regolamentate molto bene. Esiste un ente apposito, la Venice Film Commision, che rilascia (devo dire con grande semplicità e disponibilità) le autorizzazioni a riprendere a patto che venga dichiarato in anticipo il contenuto delle immagini e il loro utilizzo. Insomma era necessario scattare in massima… riservatezza!
Avevo già effettuato riprese a Venezia con regolare autorizzazione, ma per ovvi motivi stavolta, dato che “clothing is optional” ho fatto diventare optional anche l’autorizzazione
Veniamo ai fatti, terminata la cena e una piccola passeggiata in città, io e Charo ci rechiamo in albergo (h. 1,50 circa) per prendere il necessario e cominciare il servizio. Ed eccoci al primo intoppo: al momento di uscire dall’albergo (Hotel Astoria, vicinissimo a P.zza San Marco…ma sconsigliatissimo) ci imbattiamo in una reception spenta e porta di ingresso chiusa!!! Il portiere si sveglia dopo poco, scende con aria infastidita e ci spiega che non è permesso uscire dall’albergo di notte perché è chiuso!! Qualche attimo di sgomento, poi lo convinco a farci uscire a patto che saremmo rientrati solo all’apertura, alle 7 del mattino!! Sono cose che capitano
Sono quasi le due e mezza di notte, e finalmente possiamo dare inizio al servizio fotografico!! Cominciamo a tirar fuori i primi scatti ma i problemi non sono ancora finiti: anche a notte fonda, Venezia è costantemente sorvegliata un numero spropositato di poliziotti e militari, noi ne abbiamo incrociati almeno una decina durante il servizio solo nel centro storico!
Nonostante tutti questi inconvenienti, siamo riusciti nel giro di un paio d’ore a tirar fuori gli scatti necessari, soprattutto quello in Piazza San Marco
A tal proposito devo ringraziare Charo che si è dimostrata davvero professionale lavorando in condizioni non semplici (scattavamo 10-15 foto in pochi secondi, poi scomparivamo tra le calle veneziane), e soprattutto è stata bravissima
E infine… momenti salienti:
1) ore 3.20 circa – abbiamo appena terminato lo scatto in Piazza San Marco e decido di andar via per evitare guai; ci sediamo nei pressi della chiesa di San Moisè e ci fermiamo qualche minuto. Spunta un poliziotto con la faccia cattiva che si dirige minacciosamente verso di noi… ma non per modo di dire, proprio verso di noi!! Tiro fuori la memoria dalla fotocamera e la metto in tasca, non so nemmeno io il perchè. Il poliziotto ci passa accanto a testa bassa e va via
2) ore 4.30 circa – Siamo nel bel mezzo del ponte del Rialto, iniziamo a scattare ma dopo 2-3 foto mi accorgo che la scena non mi entusiasma. Porgo il cappotto a Charo e le dico di vestirsi… dopo nemmeno 10 secondi passa un’altra guardia con lei che si stava ancora abbottonando il cappotto (unico capo che indossava)!! Che dire… Dio esiste!!
3) ore 5.00 – terminato il servizio e non potendo tornare in albergo, ci spalmiamo sulle sedie di un bar di Piazza San Marco. Charo messaggia con il fidanzato e poi si addormenta un po’, io invece dormo seduto con il capo penzoloni, cosa che non facevo dai tempi delle lezioni di latino alle superiori!!
The End
Alla prossima, Frenxi
Grande lavoro,
spendidi scatti e storia molto intrigante. Parola di veneziano.
L’idea è semplicissima e geniale. Ti auguro la massima fortuna!
Ti ringrazio
Francesco